Exomars – un sogno (anche) italiano

“Is there life on Mars?” Così cantava David Bowie nel 1971, un paio d’anni dopo l’approdo del primo uomo sulla luna.

Il 14 marzo alle 10:31 italiane nella base russa di Baikonur, nel Kazakistan, è partito il razzo Proton con a bordo la sonda Schiaparelli dedicata all’astronomo italiano Giovanni Schiaparelli.

L’astronomo, nel 1893 pubblicò un’interessante opera intitolata I canali di Marte che fu presto oggetto di fraintendimenti e speculazioni, portando molti studiosi a credere che “i canali di Marte” contenessero forme di vita senzienti, quando in realtà si trattava di alcune formazioni rocciose del pianeta.

decollo razzo, articolo blog youston lab
La sonda Schiaparelli, dopo che il prossimo 19 ottobre avrà iniziato la sua discesa, rimarrà sette anni sul suolo marziano, diventando così la prima sonda italiana sul pianeta rosso. Oltre a essere motivo di orgoglio, la spedizione ci permetterà di capire qualcosa di più su una nostra probabile seconda casa.

Il ruolo dell’Italia in questa missione è stato cruciale: con il 32% degli investimenti previsti per l’intera operazione, il team dell’ASI ha potuto dare un importante contributo in termini di ricerca, lavorando anche allo sviluppo del trapano (drill) che scaverà il suolo marziano fino a due metri di profondità per cercare metano e eventuali forme di vita.

Che dire? Occhi puntati in alto, nello spazio!

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